"Alexander Platz" (Berlin, dicembre 2014)

landscape

Il paesaggio naturale, industriale o urbano non è semplicemente il soggetto delle mie immagini, ma effetto dello sguardo e di una continua, quasi ossessiva, riflessione sulla fotografia stessa.

 

Guardare per me significa inquadrare una inquadratura, creando un doppio livello di visione: quello reale e quello della rappresentazione. Ogni scenario è un palcoscenico visto dal fondo di una platea.

 

Il paesaggio è ambiguo poiché possiede una inconsistente solidità: gli edifici si innalzano dalla terra verso il cielo, come torri di Babele moderne, intatte e già cadenti, testimoni e segno di un passaggio umano, creativo, fisico e presente. 

 

Lo scarto si rende manifesto quando figure lontane, di spalle e mai chiaramente identificabili, fanno capolino quasi fossero elementi estranei e stranianti al tempo stesso.

La luce è un elemento fondante ed imprescindibile, così come le ombre prodotte che vengono evidenziate e comunque mai celate.

 

Le immagini talvolta possono essere il ricordo di un viaggio e di luoghi che amo, oppure appunto di ciò che mi circonda, per una ricerca ed un approfondimento da intraprendere in un momento successivo, ma diventano anche un utopistico quanto illusorio tentativo di fermare il tempo attraverso il dove. Poco importa quindi l'oggetto che fotografo poiché l’intenzione è sempre da cercare altrove.

 

 

Saverio Corti

(update, novembre 2015)